Supporto tra colleghi: come costruire alleanze vere in ufficio

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Supporto tra colleghi: come costruire alleanze vere in ufficio

Giovedì sera, 18:40, open space semivuoto. Stai riscrivendo una presentazione per la terza volta, perché il cliente ha cambiato brief alle 16 e la deadline è domattina.

Giacomo ti ha salutato alle 17:30 con un “in bocca al lupo” detto camminando verso l’ascensore. Federica ti ha scritto su Teams: “Se hai bisogno fammi sapere!” Alle 18:02, quando era già in macchina.

Poi c’è Sonia. Alle 18:15 si è alzata dalla sua scrivania, ha preso la sedia, si è seduta accanto a te e ha detto: “Fammi vedere le slide dalla sette in poi, quelle le sistemo io.” Nessun messaggio. Nessuna offerta vaga. Si è seduta e ha fatto.

Avete finito alle 20:10. La presentazione teneva. E in macchina, tornando a casa, hai messo a fuoco una cosa che non scriveresti mai su LinkedIn: sai esattamente chi ti copre le spalle in quell’ufficio, e sai altrettanto bene chi finge di farlo.

Questa distinzione vale più delle tue competenze tecniche e più della tua posizione in organigramma. Supporto e collaborazione tra colleghi sono la struttura portante della tua capacità di reggere, produrre e crescere dentro un’organizzazione. Quando quella struttura è fatta di cartone, sorrisi di corridoio e solidarietà a costo zero, crolla esattamente nel momento in cui ne hai più bisogno.

Marco è responsabile logistica in un’azienda manifatturiera a Brescia. Tre anni di pranzi insieme, battute nel gruppo WhatsApp del reparto, caffè alle dieci e mezza. Poi si è trovato sotto indagine interna per un errore nella catena di approvvigionamento, un errore aggravato da informazioni incomplete arrivate da due colleghi con cui pensava di avere un rapporto solido. “Quando è scoppiato il problema quei due sono spariti”, mi ha raccontato. “Hanno taciuto. Nessuna bugia, nessun tradimento: si sono fatti piccoli e hanno aspettato che passasse la tempesta.” Pausa lunga. “In tre anni non mi ero mai chiesto se quello che vivevo fosse supporto o solo compagnia.”

Compagnia è gratis. Supporto costa.

Il supporto tra colleghi si misura quando qualcosa va storto: quando difenderti significa esporsi, quando dire la verità significa contraddire chi ha più potere, quando restare alle 18:15 significa rinunciare alla propria serata.

Perché la maggior parte delle alleanze in ufficio è fragile

Partiamo da una cosa scomoda. La maggior parte dei rapporti tra colleghi è costruita sulla convenienza, e la convenienza regge solo con il vento a favore.

Alessio e Davide lavorano nello stesso team da due anni. Pranzano insieme quasi ogni giorno. Condividono lamentele sul capo, opinioni sui progetti, battute su chi arriva sempre in ritardo. Poi si apre una posizione di team leader. Una sola, due candidati. In ventiquattr’ore due anni di pranzi non contano più niente: Davide scopre che Alessio ha parlato con il direttore per posizionarsi, Alessio scopre che Davide ha presentato un progetto che incorporava idee discusse a tavola. La loro alleanza si è dissolta al primo test reale, perché era un’alleanza di convenienza.

Le alleanze di convenienza si riconoscono da tre cose.

Funzionano finché non costano. Il collega è solidale fino al punto in cui la solidarietà richiede un sacrificio. Ti difende nella chat privata, mai nella riunione dove conta. Il limite è invisibile e rigidissimo: il proprio interesse.

Si nutrono di un nemico comune. Il collante è la lamentela condivisa. Togli il capo difficile, togli il progetto frustrante, e scopri che sotto non c’era niente. Avevate solo reagito alle stesse cose.

Spariscono sotto pressione. Tagli al budget, riorganizzazione, una crisi da contenere. Il collega che ieri ti mandava meme nel gruppo oggi lascia il tuo messaggio a due spunte blu. Tutto uguale a prima, tranne che adesso esserci costa qualcosa.

Le alleanze basate sui valori funzionano al contrario: reggono proprio sotto pressione, perché il legame dipende da rispetto reciproco e coerenza tra parole e azioni, e non dalle circostanze. Come la resilienza nel contesto lavorativo, costruire relazioni tra colleghi che durano richiede una scelta deliberata, ripetuta nel tempo.

Il supporto vero si vede quando il prezzo di esserci diventa reale.

Quanti dei tuoi colleghi ci sarebbero ancora, se domani le cose andassero male?

Se la risposta è meno di due, hai un problema di architettura relazionale. La socialità c’entra poco: puoi andare d’accordo con quaranta persone e non avere nessuno che si siede accanto a te alle 18:15.

Come riconoscere un alleato vero

1. Ti dice quello che non vuoi sentire. Ti prende da parte prima della riunione: “La tua proposta ha un buco a pagina quattro.” Lo dice perché preferisce vederti arrabbiato con lui piuttosto che affondato davanti a tutti.

2. C’è quando le cose vanno male. L’alleato di convenienza si allontana. L’alleato vero si avvicina. La collaborazione che conta si costruisce nelle sconfitte, mai nelle celebrazioni.

3. Tiene per sé quello che gli hai confidato. Ha accesso ai tuoi momenti fragili e li lascia dove sono. Se scopri il contrario, capire come si comportano i colleghi tossici ti aiuta a rimettere a fuoco chi hai davanti.

4. Ti supporta senza tenere il conto. Chi usa l’aiuto come leva sei mesi dopo è un negoziatore travestito da alleato.

5 mosse per costruire alleanze vere

1. Offri aiuto per primo, e nomina cosa fai. Lascia perdere “se hai bisogno, fammi sapere”. Dille: “Quella presentazione la faccio io.”

2. Condividi il merito davanti a chi decide. “Questo risultato è arrivato grazie a Marco.” Ne guadagni, sempre.

3. Sii costante. La fiducia nasce da cento piccole promesse mantenute, mai da un gesto eclatante.

4. Apri tu le conversazioni difficili. “Quella cosa che hai detto in riunione mi ha messo in difficoltà. Volevo dirtelo io, prima che me lo tenessi dentro.” Questo tipo di comunicazione assertiva separa i rapporti superficiali da quelli che durano.

5. Proteggi la reputazione di chi non è nella stanza. “Io con Andrea ci lavoro bene. Preferisco parlarne quando c’è anche lui.” Detta così, in mensa, davanti a tre persone. Vale più di dieci pranzi insieme.

L’alleanza più importante è quella con te stesso

I tuoi valori non negoziabili. Sono il filtro con cui scegli chi merita la tua alleanza. Se non li hai scritti da nessuna parte, li stai improvvisando ogni volta.

I tuoi confini veri. Quelli che applichi, non quelli che dichiari. Il percorso di crescita personale sul lavoro comincia da questa differenza.

Le tue zone d’ombra. Da qualche parte, per qualcuno, il collega che sparisce quando le cose si complicano sei tu. Trova quel nome.


Ti bastano due o tre alleati giusti. Se le stesse dinamiche si ripetono team dopo team, il Percorso D.O.C. lavora sui pattern che le producono. Se vuoi partire in piccolo, il Laser Coaching mette a fuoco una sola situazione e la prossima mossa.

L’alleanza più solida parte da te.

Domani, entro le undici, scegli una persona del tuo ufficio e offrile una cosa specifica che sai fare e che a lei serve adesso. Senza premesse, senza “se hai bisogno”. Poi guarda cosa succede nei dieci giorni seguenti: la risposta ti dice più di tre anni di pranzi.


CHECKLIST

5 azioni per costruire alleanze vere

✓

Offri aiuto per primo

Chi si muove prima crea fiducia, non debito.

✓

Condividi il merito

Nomina chi ha contribuito, davanti a chi conta.

✓

Sii costante

La costanza batte il grande gesto.

✓

Apri le conversazioni scomode

La verità difficile rafforza il legame.

✓

Proteggi chi non è nella stanza

Il test definitivo di un’alleanza vera.

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Autore

  • Danilo Failli

    è padre di due figli. D.O.C. Deep Office Coach, Speaker, appassionato di comunicazione, PNL e ipnosi.

    Ha una forte propensione per la sperimentazione, che applica costantemente in ogni ambito della sua vita. La riduzione delle complessità e la sintesi lo caratterizzano in ogni cosa che fa. Non c’è spazio per i problemi, il suo motto è: “Le soluzioni sono la soluzione!”

    Autore dell’ebook: “Fuori dagli Schemi” – Guida esperienziale nel mare gigante delle relazioni umane sul lavoro e nella vita privata.

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